In viaggio con l'Idiota



In questo post, avevo annunciato che purtroppo ci saremmo trovati l'Idiota in treno tutte le mattine. Visto che ormai se n'è andato, posso raccontare l'epilogo di quella storia.

Dopo le vacanze estive prese il treno con noi (o meglio, con Amico A., io ero in ferie) per ben una settimana, poi si rese conto che era troppo sbatta per lui e decise di scroccare passaggi a destra e a manca.

Le sue vittime sono state principalmente due. Una si è licenziata, con l'altra ha litigato perché passava tutti i viaggi a menar gramo sull'andamento del progetto. Oltre al fatto che il poveretto gli faceva l'imperdonabile torto di uscire più tardi di quello che lui avrebbe voluto, dato che osava anche lavorare.

Giorno 1:

Idiota: «Ti muovi? È ora di andare»
«Veramente è presto, di solito io esco circa un'ora più tardi ...» risponde l'ignara vittima
«No, è tardi, andiamo!»
«...»

Giorno 2:

Fedelissimo random costretto dall'Idiota a fare le sue ragioni: «Ehm ... l'idiota mi ha chiesto di chiederti se ne hai per molto»
«Veramente, come vedi, sono in riunione» 
«Voleva andare a casa ...»
«...»

Giorno 3:

«Ancora al pc? Forza fuori!»
«...»

Rimasto di nuovo appiedato il nostro eroe si è fatto prestare una macchina da non so chi, ed è andata bene per due mesi abbondanti. Ringrazio sentitamente questa tizia. Chiunque tu sia, grazie, grazie davvero! Ce l'hai tenuto fuori dalle palle per un casino di tempo. Te ne devo una!

Nelle ultime settimane, però, la legittima proprietaria si è fatta ridare la macchina e l'Idiota è ricomparso, seminando il panico in stazione. Per fortuna, dopo i primi due giorni (due viaggi infernali, con lui che teneva il broncio come un bambino dell'asilo a cui non hanno dato la merendina, mentre io e un'altra collega cercavamo disperatamente argomenti neutri di cui parlare, senza toccare tasti dolenti come il lavoro, i trasporti, i colleghi - ma con lui è un campo minato, cazzo - e Amico A. faceva comodamente finta di essere imbalsamato, da quanto era a suo agio - pure bene, tra l'altro, pareva morto da almeno mille anni), ha pensato bene di risolverla da persona adulta e matura, prendendo l'abitudine di nascondersi dietro una colonna prima della salita sul mezzo, risparmiandoci così la noia della sua presenza durante il viaggio. 

Non l'avrei retto a lungo.

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Da questa settimana si respira un'altra aria in stazione.

Commenti

  1. Nascondersi dietro una colonna... interessante! xD

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  2. È un caso patologico questo tizio, alla fine mi fa quasi pena. Ho detto quasi, eh :)

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