Il karma in cucina



A mia madre non piace cucinare.

Sono cresciuta pensando che il cucinare fosse uno dei lavori più noiosi e fastidiosi del mondo. Uno di quei lavori che ti porta via un casino di tempo per nulla. Uno di quei lavori odiosi tipo fare la polvere sulle mensole in alto, ma con il brutto difetto che poi, quando hai finto, ti trovi pure con il lavello pieno di piatti e pentole sporche. Uno di quei lavori che se c'è una nonna libera per fare un bell'arrosto chi sono io per dire di no!?

Una serata qualunque a casa Fenders senior:

«Mamma cosa c'è per cena?»
«Bho, non lo so, di cosa hai voglia?»
«Ma sono le sette di sera! Non è più un fatto di cos'ho voglia (che poi tanto non me lo cucineresti uguale) ma di cos'hai in frigo!»
«...»

Predilige piatti che si preparano istantaneamente, cotture al microonde (leggi robaccia lessa), grandi pezzi di carne che ti sfamano tutta la settimana (con un occhio di riguardo per il bollito - o per l'immancabile arrosto della nonna, che diamine, ormai non posso più nemmeno vederlo, da tanto che ne ho mangiato!) e robe che può abbandonare in pentola a cuocere mentre fa altro (provate ad immaginare cosa succede matematicamente? Sì, la roba abbandonata a se stessa brucia!). 

Ah, e non segue le ricette. 
Mai! 

«C'è scritto 100g di Maiezena - non ce l'ho, va bhe, ci metto un pugno di pangrattato»

Maledizione, non viene la stessa cosa, non ci assomiglierà nemmeno all'originale! Se non hai la Maiezena comprala! O fai un'altra ricetta!

Il risultato è che mia madre, al di fuori di un pugno di cavalli di battaglia, cucina male, con poco amore e con un menu piuttosto ripetitivo. E si offende pure se glielo dici, per cui io, mio padre e mia sorella siamo stati ben addestrati a trangugiare la qualunque, sorridendo e facendo sentiti complimentoni. Ma non era ipocrisia, era legittima difesa! Ogni complimento mancato era un piatto che veniva stralciato dalla lista dei "mangiabili". Totani gommosi, verdure stracotte, persino gli odiosi cavolini di Bruxelles. Complimentoni per tutto! Che qui se non si fa attenzione finiamo a mangiare pane e olio!

«Com'era il pesce?»
Pensi: «Mamma, un abominio, sul serio. Quel povero pesce non fosse arrivato qui già morto si sarebbe suicidato per il dispiacere di essere così immangiabile» 
Ma dici: «Ottimo, ne avevo proprio voglia!»

Per peggiorare un po' una situazione già piuttosto critica, ha cominciato a frequentare uno di quei santoni che si proclamano dietologi e che le ha "diagnosticato" (con uno di quei metodi fuffologi che tanto vanno di  moda) un'intolleranza al glutine e al lattosio. Risultato: via questi due "pericolosissimi" alimenti dalla dieta, con conseguente ulteriore impoverimento del menù.

Improvvisamente, con grande orrore, ci siamo resi conto quanto un po' di burro o di formaggio o una manciata di farina fossero ingredienti fondamentali per moltissime preparazioni. Preparazioni che si sono drasticamente trasformate nell'ombra di quello che erano (e già non è che si partiva da alta classe!), ma il diktat dei complimentoni è rimasto. Anzi, ho sentito ripetere più volte a mio padre (il più coraggioso di noi) che brodaglie di soia e riso al posto dei latticini producessero un risultato proprio uguale alla ricetta originale, anzi, quasi quasi più buono.

Per fortuna me ne sono andata via da casa, perché i pasti stavano proprio cominciando a pesarmi. 

E ho scoperto che invece a me piace cucinare.

Incredibilmente trovo rilassante mettermi ai fornelli, mi diverto a seguire alla lettera una ricetta, mi piace provare preparazioni anche complicate e adoro vedere che quello che ho cucinato piace ai miei commensali.

La mia punizione divina (probabilmente per tutti i falsi "Buono!" che ho detto) è la Dolce Metà. 
Lui non fiata, non mi dice nulla. Mai.
Che abbia davanti un piatto di alta cucina o la sbobba dei cani la sua reazione è uguale. 
Mastica e bon. Fine.
Una rabbia che metà basta!

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Per fortuna che ho il mio amico A.: single impenitente, negato in cucina e con il parente più vicino a migliaia di chilometri. Lo invito sempre volentieri a mangiare. 
Lui sì che mi dà soddisfazione! 
Ancora mentre sto cucinando già gli si illuminano gli occhi dalla felicità.


Commenti

  1. LA STORIA DELLA MIA VITA.. HAHAHAHA!
    A mia madre non piace cucinare, io però non ho tempo di farlo e quindi mi astengo.

    In verità non sono una cuoca provetta perchè non ho avuto modo di fare molta pratica ma mi piace sperimentare e provare ricette.

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    1. Io sto facendo pratica adesso ma, tempo permettendo, adoro studiarmi le ricette, pesare per bene gli ingredienti e seguire il procedimento a regola d'arte :D
      E poi invito spesso amici e parenti perché mi piace cucinare per gli altri, quando sono da sola a casa finisce che mi faccio una tristissima piadina XD

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  2. Anche mia madre non è una fan della cucina, ma in compenso mia madre e di recente anche mia sorella adorano spignattare. Io diciamo che testo i risultati al momento, ma non mi sono mai messa seriamente ai fornelli più di tanto! Chissà... Spero di non dar fuoco a nulla XD

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    1. In realtà a me è capitato di dar fuoco ad una pentola. Cibo surgelato messo in olio bollente su fornello troppo grande. Ha fatto una fiammata pazzesca ^^'
      Meno male che non ho fatto danni :P

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  3. Quest'anno sono andata a convivere anche io ma ho il problema inverso: mamma e suocera sono delle dee in cucina e, anche se a me piace molto spignattare, non ho a) tempo di fare ricette un po' più elaborate e comunque b) non sarò MAI all'altezza del mio modello e/o della genitrice di Mirco. Ciò mi causa MOLTA frustrazione, ahimé. Però dopo il secondo viaggio in Giappone sto sperimentando ramen, miso, curry e un sacco di altre robe buone *__*

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    1. Concordo, puntare su piatti che siano lontanissimi dai loro cavalli di battaglia è una strategia. Mia suocera è brava in cucina ma, per mia fortuna, ha uno stile completamente diverso dal mio e mi salvo :D

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  4. Finalmente il tuo momento è arrivato *___*
    Sulla descrizione del cibo di tua madre mi rotolavo dal ridere, perdono. Purtroppo i miei cucinano bene, ma sono tremendamente pigri e vanno tante volte di surgelato e bistecchina-suola-di-scarpa. In più non fanno mai la spesa e quindi al momento di cucinare nel frigo c'è il deserto dei tartari. Che bello vivere da soli!

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